
A PROPOSITO DELLA SIGNORINA CINA
(Le continue violazioni dei diritti umani: la persecuzione al Falun Gong)
Persecuzioni a tutto campo, falsificazioni di lettere e documenti, campagne diffamatorie internazionali, divieto di pubblicare materiale informativo. Non basta, si continua. Arresti, lavaggi di cervello, internazioni in ospedali psichiatrici o centri di riabilitazione, deportazioni in campi di lavori forzati, torture, abusi, espianti di organi. Non stiamo parlando del passato, non vi stiamo ripercorrendo gli orrori degli anni nazisti in Germania o di quelli staliniani in Unione Sovietica. Nemmeno introducendo l’ambientazione di “1884” di Orwell. Vi stiamo narrando i giorni nostri. Voi vi chiederete dove possono ancora succedere azioni così macabre? Ebbene vi accontentiamo subito. Si tratta della grande Repubblica Popolare Cinese, del Gigante Rosso che ormai fa parte dei dieci paesi più industrializzati al mondo, della Magnifica Nazione che ospiterà i Giochi Olimpici tra poco meno di 200 giorni. Il bersaglio di queste persecuzioni, invece, sono i membri del Falun Gong. Un movimento spirituale, che ha come obiettivo il compimento della vita, attraverso il miglioramento della propria mente e delle proprie qualità, acquisite con la pratica quotidiana di cinque semplici esercizi e il motto “Verità-compassione-tolleranza”, da seguire in ogni circostanza. I motivi sono semplici. Questa coltivazione, in sette anni, dal 1992, anno di fondazione, al '99, anno di inizio dell’oppressione, ha avuto una diffusione tale da portare all’adesione di niente meno di 100 milioni di persone, distribuite in 50 paesi. Ciò ha fatto
“ingelosire” il Partito Comunista e, soprattutto, l’allora segretario, Jiang Zemin, in quanto non si capacitavano, e non tolleravano, che così tanta gente si convertisse al Falun Gong, dopo più di quarant’ anni di indottrinamento all’ateismo. Così, organizza un’ offensiva che ha inizio nel '94 con la pubblicazione sul loro conto di documenti falsi, proseguendo nel '96 con la proibizione di qualsiasi loro libro, intensificandola nel '98 con una campagna diffamatoria ripresa dai media di tutto il mondo. Non riuscendo a sconfiggere il movimento. Si è arrivati all’ ultimo epilogo. Nel '99 in una conferenza, Zemin dichiara il Falun Gong “forza ostile contro il Partito ed il governo allo scopo di occupare una posizione di potere” e dà ordine di arrestare tutti i membri della coltivazione, in modo da farli confessare i loro crimini e “riconvertirli” in buoni cittadini. Per le persone che non accettano questo, ma, al contrario, continuano a sostenere il movimento, viene allestito un ufficio apposito, denominato “6-10”, il quale autorizza ogni forma di tortura, anzi offre in cambio denaro. Ovviamente, i numeri non si conoscono, come ogni regime che si rispetti, tutto viene tenuto segreto ed occultato.
Siamo venuti a conoscenza di questi fatti da circa tremila testimonianze e da alcune foto in cui sono immortalate le persone dopo aver subito diverse violenze. Ora, quello che noi ci chiediamo è come sia possibile che nel ventunesimo secolo, in cui le tecnologie permettono di sapere anche la minima notizia in qualsiasi parte del mondo ci si trovi, nessun media abbia rivolto l’ attenzione a questa persecuzione? Come sia possibile far organizzare le Olimpiadi, evento seguito da miliardi di persone, ad un regime dispotico e totalitario, come quello vigente in Cina? Come mai i paesi occidentali preferiscono continuare a far affari con questo paese, chiudendo entrambi gli occhi sulle violazioni continue dei diritti umani? Beh, un motivo c’ è. E’ il desiderio di ricchezza, di volere sempre di più, di mettere davanti a tutto e tutti la crescita economica. Noi crediamo che sia ora di smetterla con questa ipocrisia, è ora di far capire alla signorina Cina che il requisito più importante per diventare “grande” è la democrazia ed il rispetto dei diritti umani di ogni singola persona, è ora di far sapere al mondo quali atrocità fa subire al suo popolo il Gigante Rosso, è ora di prendere provvedimenti seri contro il Partito Comunista Cinese. Speriamo che questo non sia un grido solitario o temporaneo, ma sia l’ inizio di una presa di coscienza che parte, innanzitutto, dai media e si diffonde a tutti i popoli per affermare la democrazia in ogni luogo di questa piccola Terra.
Michele Savino
(Le continue violazioni dei diritti umani: la persecuzione al Falun Gong)
Persecuzioni a tutto campo, falsificazioni di lettere e documenti, campagne diffamatorie internazionali, divieto di pubblicare materiale informativo. Non basta, si continua. Arresti, lavaggi di cervello, internazioni in ospedali psichiatrici o centri di riabilitazione, deportazioni in campi di lavori forzati, torture, abusi, espianti di organi. Non stiamo parlando del passato, non vi stiamo ripercorrendo gli orrori degli anni nazisti in Germania o di quelli staliniani in Unione Sovietica. Nemmeno introducendo l’ambientazione di “1884” di Orwell. Vi stiamo narrando i giorni nostri. Voi vi chiederete dove possono ancora succedere azioni così macabre? Ebbene vi accontentiamo subito. Si tratta della grande Repubblica Popolare Cinese, del Gigante Rosso che ormai fa parte dei dieci paesi più industrializzati al mondo, della Magnifica Nazione che ospiterà i Giochi Olimpici tra poco meno di 200 giorni. Il bersaglio di queste persecuzioni, invece, sono i membri del Falun Gong. Un movimento spirituale, che ha come obiettivo il compimento della vita, attraverso il miglioramento della propria mente e delle proprie qualità, acquisite con la pratica quotidiana di cinque semplici esercizi e il motto “Verità-compassione-tolleranza”, da seguire in ogni circostanza. I motivi sono semplici. Questa coltivazione, in sette anni, dal 1992, anno di fondazione, al '99, anno di inizio dell’oppressione, ha avuto una diffusione tale da portare all’adesione di niente meno di 100 milioni di persone, distribuite in 50 paesi. Ciò ha fatto
“ingelosire” il Partito Comunista e, soprattutto, l’allora segretario, Jiang Zemin, in quanto non si capacitavano, e non tolleravano, che così tanta gente si convertisse al Falun Gong, dopo più di quarant’ anni di indottrinamento all’ateismo. Così, organizza un’ offensiva che ha inizio nel '94 con la pubblicazione sul loro conto di documenti falsi, proseguendo nel '96 con la proibizione di qualsiasi loro libro, intensificandola nel '98 con una campagna diffamatoria ripresa dai media di tutto il mondo. Non riuscendo a sconfiggere il movimento. Si è arrivati all’ ultimo epilogo. Nel '99 in una conferenza, Zemin dichiara il Falun Gong “forza ostile contro il Partito ed il governo allo scopo di occupare una posizione di potere” e dà ordine di arrestare tutti i membri della coltivazione, in modo da farli confessare i loro crimini e “riconvertirli” in buoni cittadini. Per le persone che non accettano questo, ma, al contrario, continuano a sostenere il movimento, viene allestito un ufficio apposito, denominato “6-10”, il quale autorizza ogni forma di tortura, anzi offre in cambio denaro. Ovviamente, i numeri non si conoscono, come ogni regime che si rispetti, tutto viene tenuto segreto ed occultato.Siamo venuti a conoscenza di questi fatti da circa tremila testimonianze e da alcune foto in cui sono immortalate le persone dopo aver subito diverse violenze. Ora, quello che noi ci chiediamo è come sia possibile che nel ventunesimo secolo, in cui le tecnologie permettono di sapere anche la minima notizia in qualsiasi parte del mondo ci si trovi, nessun media abbia rivolto l’ attenzione a questa persecuzione? Come sia possibile far organizzare le Olimpiadi, evento seguito da miliardi di persone, ad un regime dispotico e totalitario, come quello vigente in Cina? Come mai i paesi occidentali preferiscono continuare a far affari con questo paese, chiudendo entrambi gli occhi sulle violazioni continue dei diritti umani? Beh, un motivo c’ è. E’ il desiderio di ricchezza, di volere sempre di più, di mettere davanti a tutto e tutti la crescita economica. Noi crediamo che sia ora di smetterla con questa ipocrisia, è ora di far capire alla signorina Cina che il requisito più importante per diventare “grande” è la democrazia ed il rispetto dei diritti umani di ogni singola persona, è ora di far sapere al mondo quali atrocità fa subire al suo popolo il Gigante Rosso, è ora di prendere provvedimenti seri contro il Partito Comunista Cinese. Speriamo che questo non sia un grido solitario o temporaneo, ma sia l’ inizio di una presa di coscienza che parte, innanzitutto, dai media e si diffonde a tutti i popoli per affermare la democrazia in ogni luogo di questa piccola Terra.
Michele Savino
per saperne di più: http://www.faluninfo.net/
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